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Fruitori del progetto

 

Le/i giovani partecipanti a questo progetto di mobilità verranno coinvolti e selezionati sul territorio dalle rispettive associazioni partner cercando di rispettare un sostanziale equilibrio di genere, in una fascia di età compresa tra i 18 ed i 28 anni che vivono nelle periferie delle grandi città.

Saranno quindi giovani provenienti da quartieri svantaggiati di alcune città europee: Milano, Londra, Berlino e Rotterdam. Tutte queste città sono all’interno di paesi e regioni relativamente benestanti e conoscono il fenomeno della marginalità sociale nelle periferie, fenomeno a cui si aggiunge spesso, soprattutto in questi anni di forte aumento dei flussi migratori, un problema di discriminazione su base etnica, intesa come pregiudizio diffuso nei confronti di alcune nazionalità e culture, piuttosto che come difficoltà di accedere a determinati diritti a causa di condizioni oggettive come l’assenza di una regolare cittadinanza europea.

All’interno di questo contesto verranno selezionati giovani che vivono delle particolari situazioni di disagio o minori opportunità legate ad ostacoli economici (provenienti da famiglie con disagio economico, disoccupate o che hanno lasciato la scuola (NEET) o che la frequentano con scarsi risultati), sociali e culturali (discriminate/i per motivi di genere, etnia o a causa delle propria provenienza in quanto migranti di prima o seconda generazione).

Spesso tutti questi elementi determinano profili comunemente individuati come “problematici”: siamo convinti/e che sia possibile anche e soprattutto per questi profili di giovani trovare la propria strada e rappresentare un esempio per la propria comunità e le generazioni a venire.

Un altro denominatore comune sarà la passione per le discipline legate alla cultura urbana dell’Hip Hop:
– Djing, MCing e Beatboxing: I partecipanti con skill legate a queste discipline verranno coinvolti a partire dalla loro voglia di fare musica. Queste/i giovani usano la propria voce e le proprie conoscenze musicali per esprimere ciò che vivono nella quotidianità dei propri quartieri, spesso senza utilizzare particolari e costosi supporti. Un intervento specifico su queste/i giovani sarà proposto per individuare come alcuni elementi tipici di queste discipline tipo le “battle” tra cantanti, possano vertere più che sull’insulto reciproco, su temi che invece uniscono i contendenti ed il pubblico che li ascolta. Lo stesso tema del linguaggio avrà un ruolo fondamentale in quanto queste comunità meticce, composte da persone provenienti da molti luoghi del mondo e che parlano molte lingue differenti, avranno la possibilità di esprimersi nel proprio contesto musicale in lingue differenti. Andremo inoltre ad approfondire come su alcuni temi (razzismo e discriminazione, rifiuto delle regole di convivenza, disinteresse nei confronti del futuro) piuttosto che su alcuni immaginari (autoesaltazione, violenza, valore assoluto del denaro, ruolo della donna), dietro ad una maschera da “duri” spesso si nasconda un disagio ed una debolezza non affrontata.

– Breaking,: molto legato alle precedenti discipline vede una partecipazione prevalentemente maschile ed anche in questo caso permette a chi la pratica di ballare e fare attività ed esercizio fisico senza affrontare ingenti spese o dover trovare strutture adeguate, spesso difficili da trovare in periferia. L’intervento prioritario in questo campo ha a che fare con il ruolo delle donne, spesso relegate ad elemento estetico ed “oggetto” tramite cui misurare la capacità aggregativa di una crew. Un ulteriore aspetto importante su questo tema è quello legato alla composizione di questi aggregati in cui in grande parte possiamo trovare giovani migranti di prima, seconda o più radicata generazione e che proprio sui ruoli e le possibilità di genere spesso riescono ad ottenere ed affermare istanze di libertà ed autonomia.

– Writing: Sin dalle sue origini l’idea di segnare il territorio con le proprie firme (tag), di lasciare un segno, grande o piccolo ha fatto parte di questa cultura. L’aspetto più interessante, che influenzerà positivamente, fino ai giorni nostri, tutto il mondo hip hop, è il carattere multiculturale che assume fin da subito il movimento writer. I disegni si caratterizzano per non avere quartiere né soprattutto etnia. Gli stili e le culture possono quindi intrecciarsi ed influenzarsi.

L’intervento sarà quindi incentrato non certo sul lato artistico ed estetico, quanto su quello contenutistico e sull’importanza che questo tipo di arte possa assumere nella riqualificazione e nella rivalutazione dei quartieri periferici e popolari.

Il mix culturale di questi luoghi si esprime attraverso il rimescolamento degli stili e dei linguaggi, un meticciato culturale che vede l’utilizzo di lingue differenti ma con uno stesso codice.

Il tema della partecipazione sarà importante per un senso al ruolo di leader che questi/e giovani potrebbero avere nella società, con la loro capacità di lettura e vita di quartiere.