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Contesto

Il progetto si svilupperà nella zona 7 di MIlano in particolare nel quartiere attorno a piazza Selinunte, ovvero una zona compresa tra Piazzale Brescia, Via Novara, Piazza Zavattari e il Lido di MIlano in Piazzale Lotto.
Abbiamo approfondito la conoscenza del quartiere in vista della stesura del progetto in diversi modi: innanzitutto per diretta esperienza di attività associazionistica in quartiere (ad esempio il sostegno a “progetti giovani” finanziati dall’Unione Europea, l’intervento continuativo di insegnamento della lingua italiana a stranieri, l’educazione interculturale nelle scuole medie ed elementari di zona). Inoltre abbiamo rafforzato il dialogo con diversi soggetti inseriti nella vita del quartiere (associazioni di volontariato, APS, sindacati, docenti, consiglieri di zona) per verificare se anche altri soggetti individuano come noi simili esigenze in quartiere. Per questi motivi siamo anche entrati in contatto con il progetto attivato dalla scuola dall’Istituto Cadorna all’interno del bando Interculture 2011, collaborandovi attivamente.
Abbiamo individuato le seguenti caratteristiche, cercando di abbinare fattori di criticità ed opportunità in modo tale da favorire percorsi virtuosi di scambio relazionale, uscita dalla marginalità, crescita personale degli abitanti e della comunità locale del quartiere:
1) A dispetto della collocazione al centro di una metropoli, spesso i quartieri popolari e periferici sono caratterizzati da un relativo isolamento nelle relazioni sociali e da una difficoltà ad uscire dai confini del quartiere noto non soltanto per motivi legati alla scarsa efficienza dei mezzi di trasporto, ma anche per ragioni culturali. Questa caratteristica, seppure non va esagerata, contraddistingue anche il quartiere di Selinunte/San Siro e caratterizza il comportamento, specialmente delle persone adulte e disoccupate.
Di converso, proprio questo “isolamento” favorisce spesso nei quartieri un tessuto sociale di relazioni e solidarietà forte, pur se povero di mezzi economici: questa è una risorsa per il territorio. Effettivamente nel quartiere preso in considerazione vi sono scuole di italiano per migranti, doposcuola, associazioni di mutuo soccorso e scambio tra gli abitanti del quartiere.
2) La presenza di migranti provenienti da diversi paesi del mondo in percentuale piu’ che doppia rispetto alla media nazionale è un fattore determinante del territorio e soprattutto delle sue prospettive future e dunque della vita dei giovani.
A Milano il quartiere di Piazza Selinunte/San Siro è una delle zone a piu’ alta percentuale di presenza di migranti a causa della presenza massiccia di edilizia popolare. Secondo i dati del Comune di MIlano del 2010 vi erano nel Nucleo di Identità Locale di Selinunte (che grossomodo coincide con l’area indicata) circa 7400 migranti a fronte di 25.000 abitanti.
Alla luce di queste considerazioni abbiamo individuato uno dei target del progetto: i giovani con minori opportunità legate ad ostacoli geografici e talvolta ad ostacoli culturali, alle prese con le sfide relative alla coniugazione di relazioni nella comunità locale e partecipazione attiva in una società sempre piu’ globale, in particolare con la sfida della società interculturale.
3) Proprio le aree di “confine”, non solo geografico tra centro e periferia, hanno visto in questi anni di crisi economica una trasformazione inusuale. Molte persone hanno cominciato a varcare la linea della soglia di povertà, trovandosi in condizioni che mai avrebbero immaginato precedentemente. Spesso tuttavia proprio un mutuo soccorso e sostegno “di prossimità” è piu’ facilmente realizzabile in zone di questo tipo, dove la povertà non è così estrema da recidere la disponibilità alla solidarietà e contemporaneamente non è un fatto così inedito da lasciare attoniti e cogliere impreparati gli operatori sociali del terzo settore, gli attori sociali in genere, ma anche il senso comune delle persone.
Abbiamo individuato nelle forme della “guerra tra poveri” il rischio da battere e nella diffusione di pratiche di solidarietà attiva il migliore antidoto.
Alla luce di questi bisogni abbiamo ritenuto che che coordinare gli sforzi di diverse associazioni che operano nel campo dell’antirazzismo e della promozione di cittadinanza attiva da diversi anni potrebbe cambiare e migliorare la qualità dei rapporti della comunità locale. Abbiamo inoltre individuato la lingua come ostacolo principale e, di converso, come veicolo di interazione e di conoscenza reciproca privilegiato e dunque il multilinguismo come filo conduttore del progetto.